A Valenza, oltre 50 km da Acqui Terme nell’alessandrino, località d’origine degli avversari, si è giocata l’ultima sfida fuori casa per la SAV Trebaseleghe in regular season. E purtroppo è stata la reiterazione di un copione già visto con la sconfitta per 3-0 dopo aver avuto in mano saldamente almeno il primo parziale.

La coach Donadi schiera Ignacio Martinez alla regia, Cester opposto, Munarin e Streliotto al centro, Candeago e Ceolin a schiacciare e Amarilli libero.

Le due formazioni partono con un gioco attento ed equilibrato, con pochi errori (pur non assenti) da ciascun lato della rete; sono i padovani a dare il primo vero strappo con una battuta vincente di Candeago che porta la sua squadra sull’5-8 ed è al successivo 9 dei mussi che Acqui Terme ferma il gioco. I piemontesi tentano il riavvicinamento ma fino a oltre metà set il vantaggio patavino rimane sui 3 punti, grazie anche alla reiterata fallosità in battuta degli alessandrini. Un ace di Giovanni Candeago manda la Silvolley al 12-17 e Acqui Terme al secondo discrezionale, al rientro dal quale la musica non sembra cambiare e l’allungo dei padovani si fa più consistente, coi veneti che arrivano per primi a 20 punti avanti di 7. Un paio di errori di Trebaseleghe permettono ai piemontesi di riavvicinarsi fino a meno 4 ed è sul 20-23 che Maria Ilaria Donadi decide di far rifiatare i suoi. E poco dopo, sul 23-24 è tempo di un altro time-out Silvolley. I piemontesi conseguono il riaggancio a quota 24 ed il parziale si prolunga con diversi set-point che Trebaseleghe si vede vanificare, fino al ribaltamento delle sorti sul 29-28 e la conquista della frazione da parte dei padroni di casa per 30-28.

Il secondo parziale si avvia con la Silvolley in campo a formazione invariata ma con l’aria di aver subito il contraccolpo emotivo dell’ennesimo set perso dopo averlo avuto in mano. Acqui Terme allunga quasi subito e va per prima in doppia cifra avanti di 4, grazie a giocate più attente rispetto a quelle degli ospiti, palesemente spazientiti e approssimativi. È sul 14-6 che arriva il time-out padovano, dopo aver cambiato Streliotto con Rampin e, successivamente all’interruzione, anche Martinez con Rampazzo. Si vede anche l’ingresso del capitano Mason al posto di Ceolin ma non c’è fine all’emorragia di punti e l’allungo piemontese si fa incolmabile fino all’agile conquista del set con lo schiacciante punteggio di 25-11.

Terza frazione con la regia ancora affidata a Rampazzo e Rampin dentro da subito al posto del giovane Streliotto, mentre ritorna Ceolin al posto di Mason. Il primo break è alessandrino con i ragazzi in verde acido che obbligano Donadi al time-out sul 9-6 e raggiungono poi la doppia cifra in vantaggio di due. La metà del set vede le formazioni incollate ma dopo un allungo padovano, e l’ingresso di Zaghetto al posto di Candeago (falloso in attacco e innervosito), i piemontesi ottengono la parità e sorpassano facendo per primi il ventesimo punto. Sul 23-20 l’interruzione da parte della coach Donadi è d’obbligo ma il match point per Acqui Terme arriva sul 24-21 e gli alessandrini non si lasciano sfuggire l’occasione del 25-21 finale.

Vogliamo chiamarla “maledizione”? Se si fosse superstiziosi si potrebbe pure, ma la realtà è che questo campionato di serie A3 è arrivato come un uragano a Trebaseleghe dove tutti, dal primo all’ultimo – siano essi giocatori, tecnici, dirigenti o volontari – hanno dato il 110% per cercare di mettersi “alla pari coi compiti a casa” che l’impietosa nuova categoria ha imposto. Può succedere che il 110% non sia sufficiente. E non stupisce che il pesante pedaggio emotivo di questa stagione si manifesti negli sguardi e nelle movenze dei nostri ragazzi, soprattutto dopo le delusioni delle ultime gare.

Ora, con riposo e coppa di mezzo, due settimane di riflessione.

Marco Mattiuzzo