La SAV Trebasleghe scende in campo in maglia blu, pur fuori casa, contro i giallorossi emiliani, testa di serie del Girone Bianco, con una formazione priva di sorprese, schierando in partenza gli hermanos Martinez alla regia e come libero, Ceolin e Candeago in banda, Cester in posto due e Munarin e Rampin al centro.
Lo scontro col Golia d’oltre Po appare inizialmente meno impari del previsto, ma i padovani soccombono comunque per 3-0.
Nel primo set si vede un iniziale equilibrio con la Silvolley che non lesina invenzioni ma non si esime da qualche errore evitabile, soprattutto dai nove metri. I due liberi si alternano in campo con regolarità dividendosi i ruoli di difesa e di ricezione. Sono gli emiliani ad arrivare per primi a metà set con i padovani agganciati che tentano di arginare la maggiore regolarità reggiana soprattutto nei fondamentali di muro/difesa. Uno scambio rocambolesco, con iniziale sospetto di quarto tocco da parte dei padroni di casa, regala un distacco di tre punti ai leader della classifica e convince Matteo Daldello a premere il pulsante pausa per trenta secondi di riflessione. Sul 21-17 per Reggio Emilia il coach padovano deve chiamare il secondo discrezionale per cercare di arginare la deriva avversaria. Francesco Munarin si inventa una battuta vincente portando i mussi sul 22-21 e costringendo l’allenatore emiliano a fermare il gioco; ma al rientro il numero 4 padovano serve lungo portando i reggiani a 23; reggiani che restituiscono subito il favore sbagliando il servizio successivo. Il set termina in favore dei padroni di casa con il punteggio di 25-23.
Il secondo parziale vede una Reggio Emilia più scafata, soprattutto nelle astuzie a rete, che comincia subito ad allontanarsi mettendo tra sé e gli avversari 5 punti spinosissimi che forzano il primo allenatore di Trebaseleghe a fermare il gioco. I padroni di casa implementano una regolarità quadrata e solida che tiene la Silvolley a comoda distanza, anche grazie ad un paio di battute vincenti, mettendo il tecnico trebaselicense nella situazione inevitabile del time-out, sul 14-6. Purtroppo i padroni di casa consolidano un vantaggio abissale che neppure il cambio in regia a Trebaseleghe con Rampazzo, né la sostituzione di Candeago con Zaghetto paiono arginare. Questo secondo set mostra degli emiliani molto più assi destinati alla A2 di quanto fossero sembrati nel primo parziale. La frazione scivola via dopo un temporaneo riavvicinamento padovano, tenace ed orgoglioso, che fa perfino interrompere il gioco all’allenatore di casa, fino al conclusivo 25-20.
Nella terza frazione torna ad evidenziarsi l’abilità dei padroni di casa nelle traiettorie d’attacco, e nei contenimenti a muro che rendono le rigiocate più facili ed efficaci, a danno dei mussi. Trebaseleghe si trova subito ad inseguire degli avversari che non abbassano mai la propria soglia d’attenzione e la propria precisione, concedendo pochi spazi di manovra e di rigiocata alla Silvolley. Si palesa presto un distacco di circa quattro punti che però non intimorisce i ragazzi in blu, ben consapevoli di non essere scesi sotto il Po per una gita di piacere. Una maggiore precisione in battuta, in regia e in attacco potrebbe, probabilmente, aiutare a mandare fuori giri Reggio Emilia che in pochi scambi incamera invece un vantaggio ancora maggiore e doppia la boa di metà set, con Daldello che deve fermare il gioco. Sono tre gli errori in attacco consecutivi di Giovanni Candeago, tra prima e dopo il time-out, errori che convincono il coach padovano a far subentrare nuovamente Zaghetto. Non respira la SAV Trebaseleghe e in men che non si dica i reggiani sono a più 9, con l’allenatore trebaselicense che tenta di variare, sostituendo Ceolin con Mason. L’orgogliosa reazione vista nel secondo set, che aveva permesso ai patavini di accorciare le distanze fino a meno 5, non riesce a concretizzarsi anche in questo parziale e i padroni di casa si aggiudicano la terza frazione con un comodissimo e non troppo dignitoso (per gli ospiti) 25-15.
Si mastica amaro in casa Silvolley per quella che, certo, si sapeva sarebbe stata una faticaccia ma che brucia veder prendere la forma di un netto 3-0 dove la lotta vera si è fermata prima dell’ultima frazione.
Da ultimi in classifica, scendere a casa della prima del girone è stata senz’altro una sfida himalayana e mai come ora, tocca applicare ragionamenti pratici e pragmatici alla programmazione delle prossime mosse. La regular season si avvia alla conclusione in meno di due mesi e c’è ancora da lottare molto!
Marco Mattiuzzo
