La SAV Trebaseleghe è stata promossa – brillantemente, vorremmo aggiungere – in serie A3. Incontriamo i coach: Matteo Daldello e il suo vice, Federico Orsatti.

·  Coach, sei stato riconfermato alla Silvolley, per la nuova avventura in serie A3… da quanto tempo dura la tua esperienza a Trebsaeleghe?

Daldello: La mia prima da allenatore in Silvolley è stata la stagione 2020/21, quella del post-COVID, periodo in cui si erano persi entusiasmo, pubblico, giovani… Fin dall’inizio io e il presidente Samuele De Benetti ci siamo rimboccati le maniche per ricostruire un ambiente sereno e pieno di entusiasmo.

Orsatti: Sono stato riconfermato a Trebaseleghe per il terzo anno consecutivo. Una gran bella esperienza…

·  Quali sentimenti hai avuto modo di sviluppare per il paese, la tifoseria e la società?

Orsatti: Senz’altro appartenenza, riconoscenza e perché no, anche affetto, con una particolare simpatia per il nostro animale totem che vado sempre portando sul palmo della mano: il musso Ettore!

Daldello: Dopo tutti questi anni trascorsi a Trebaseleghe (sia da giocatore che da allenatore) mi sento come a casa, ho legato con tantissime persone e sento l’affetto e l’entusiasmo che aumenta sempre di più!

·  La riconferma per l’avventura in serie A3 che sensazioni ti ha suscitato?

Daldello: Sono grato alla società, più che per la riconferma ora, in A3, per aver scommesso su di me 6 anni fa. Il risultato che abbiamo ottenuto con il lavoro intrapreso dopo la pandemia mi riempie di orgoglio. Fin dal primo momento l’obiettivo era di rivedere il palazzetto della Silvolley pieno e caloroso come lo ricordavo quando venivo a giocarci da avversario! Ma ovviamente il merito va condiviso: con il presidente, con il mitico dirigente Giorgio Reginato; con chi, passando, ha lasciato il segno come Gennaro Esposito… Molti hanno contribuito al raggiungimento di questo momento storico per la società.

Orsatti: Sinceramente non sono rimasto sorpreso per la riconferma perché devo dire che il presidente De Benetti e tutto il direttivo hanno dimostrato sempre grande sensibilità e intelligenza, e quindi mi aspettavo – dopo un lavoro così ben fatto – di essere riconfermato assieme a Daldello e ad Alessio Carraro (preparatore atletico). Si è continuato a scommettere su di me, su di noi, e questo ovviamente mi ha fatto piacere.

·  Cosa ti aspetti di diverso tra la serie B e la A3? Cosa esigerà il tuo ruolo in questa nuova competizione?

Orsatti: In realtà il mio ruolo non esigerà nulla di diverso da prima; ma il tutto va rapportato ad una categoria molto più difficile: in A3 si fa tutto meglio… e quindi anche noi dovremo fare meglio, e dovremo farlo con più continuità.

Daldello: Anche la prossima stagione cercherò di dare tutto me stesso mettendoci la massima professionalità, ma purtroppo professionista non sono e, con un altro lavoro e un bimbo di 3 anni e mezzo, farò del mio meglio incastrando tutti gli impegni!

·  Come ti appare l’obiettivo salvezza, in serie A3, a due mesi dall’inizio del campionato?

Daldello: L’obiettivo salvezza si può ottenere se il gruppo lavorerà duro in palestra, se ciascuno nel proprio ruolo si metterà a disposizione della squadra. Non ho alcun dubbio che questi ragazzi si comporteranno proprio così, perché sono stati scelti anche per la loro propensione al sacrificio.

Lo scorso è stato un anno trionfale, frutto di una crescita costante, con una squadra affamata di vittoria e che non ha mai preso sottogamba una partita, neanche le amichevoli. Sappiamo che la stagione in arrivo non potrà essere una cavalcata trionfale: il livello si è alzato. Ma sappiamo anche come affrontare i periodi in cui si faranno pochi punti. Non abbiamo paura. L’importante è mantenere la serenità e non perdere la fiducia. Per questo gruppo di ragazzi non metterei solo la mano sul fuoco ma mi ci butterei completamente dentro!

Orsatti: La salvezza è un obiettivo ambizioso, difficile ma alla portata. Se lavoreremo come l’anno scorso, ho pochi dubbi in proposito: riusciremo a far scaturire quelle sinergie che daranno come risultato un tutto di gran lunga superiore alla somma delle parti!

·  Quale diresti sia una tua caratteristica assolutamente irrinunciabile per l’intero ensemble, qualcosa che solo tu puoi e sai dare al team? Qualcosa che esuli, anche, dal tuo ruolo specifico…

Orsatti: Una mia caratteristica irrinunciabile credo sia il profondo rispetto che nutro per chi svolge questa attività, la pallavolo. Da chi mette i soldi, a chi organizza il lavoro, a chi lo svolge nel concreto, fino a chi partecipa o fa anche semplicemente il tifo e cerca di divertirsi guardando la squadra del cuore. Penso che questo mio rispetto traspaia dall’empatia che dimostro; per lo meno ritengo che i ragazzi lo avvertano. Ahimè, ci sono anche i difetti che ovviamente non dirò, ma che speriamo abbiano un peso largamente inferiore rispetto alle qualità…

Daldello: La mia caratteristica irrinunciabile è la cattiveria agonistica, la fame di vincere ogni punto. Ai ragazzi dico sempre VINCERE, FESTEGGIARE E DIMENTICARE (ossia, pensare alla prossima)!

·  Nei momenti di difficoltà, quando le cose non girano, quando qualche ingranaggio “gratta”… c’è qualcuno, nel gruppo di lavoro Silvolley, a cui ti senti sempre sicuro di poterti rivolgere, che possiede quelle qualità umane capaci di calmare gli animi, di avvicinare le persone…? Puoi anche non fare un nome specifico, se non vuoi… E magari per qualcuno SEI TU.

Daldello: Non c’è nessuno in particolar modo che sia sempre l’uomo giusto al momento giusto, secondo me. Siamo umani. Dipende dal momento o situazione. Il bello di questa squadra è che non c’è un solo leader in campo ma a turno si trascinano a vicenda.

Orsatti: La stagione passata si è conclusa con un trionfo, largamente superiore alle aspettative. Effettivamente è stato qualcosa di straordinario. Abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna che ci ha consentito di lavorare con una buona continuità, il che ha portato il gruppo ad aumentare sensibilmente le sue performance. Il tutto potrebbe non ripetersi quest’anno, ma penso che utilizzando gli stessi ingredienti (e con un’altra buona dose di fortuna) potremmo ottenere la stessa “ricetta” e raggiungere il nostro obiettivo. Se c’è una persona di riferimento? Sì, per me c’è… ma non voglio rivelarne il nome.

·  L’equilibrio psicologico per gli atleti è fondamentale. Nello sport ce ne si è accorti troppo tardi ma ora sembra ci si stia mettendo al passo con la scienza moderna anche in questo campo. Ritieni che tu e il tuo collega coach siate bravi a cogliere eventuali momenti di fragilità in un giocatore?

Orsatti: In ambito psicologico/sportivo, credo ci sia stato un forte impulso dovuto alla maggior cultura, sotto l’aspetto scientifico, di noi allenatori e di tutte le figure che hanno la responsabilità di guidare un gruppo che si allena. Figure che hanno sviluppato una maggior capacità di relazione, una maggior capacità di interpretazione di alcuni fenomeni e sicuramente una maggior capacità comunicativa.

Daldello: Il lato psicologico e la gestione del gruppo sono determinanti. A inizio stagione si svolge sempre una riunione durante la quale metto in chiaro alcuni concetti per me fondamentali sia dal punto di vista tecnico che comportamentale: tutti sono parte del progetto e devono remare nella stessa direzione, anche quando il vento soffia contrario. Devo dire che Orsatti e Carraro mi dànno una grossissima mano per questo aspetto. Alessio è molto carismatico e la sua presenza in sala pesi si fa notare. Federico mi compensa facendo il “poliziotto” buono, coccolando i più giovani, guidandoli negli aspetti più tecnici. Si è creato un bell’equilibro nello staff che porta benefici a tutto il gruppo. Quest’anno ci rafforzeremo con lo scoutman Francesco Loat che ci aiuterà ad analizzare più dettagliatamente tanto gli avversari che noi stessi.

·  Da quando la figura dello psicologo, in ambito sportivo, si è “istituzionalizzata” – secondo la tua esperienza e percezione – le cose in campo e in palestra sono migliorate?

Daldello: Per me l’aspetto psicologico è fondamentale per far rendere al meglio ogni singolo giocatore. Ma c’è molto di più del campo di gioco o della sala pesi. Se l’organizzazione è ben oliata e tutti gli ingranaggi girano anche la squadra dà il meglio. A Trebaseleghe, anno dopo anno, abbiamo aggiunto un mattoncino alla volta senza mai fare il passo più lungo della gamba, fino ad arrivare a un vero e proprio spettacolo che culmina con la partita del weekend, dando un’iniezione di energia a tutti, in campo e fuori.

Orsatti: Siamo una squadra non professionistica, quindi il tempo a disposizione è inferiore, compreso quello riservato all’igiene mentale/sportiva, rispetto agli atleti di Superlega. I giocatori dedicano gran parte della loro vita ad altro che non è la pallavolo. Il tempo che riescono a ritagliare per lo sport è tratto dal loro tempo libero e tolto anche agli affetti familiari. E per questo vanno molto stimati.

·  Il gruppo ha cinque nuovi innesti. Nel nuovo roster, chi sarà l’anima trascinatrice? Chi sarà la “roccia” incrollabile sempre pronta a dar coraggio? Chi sarà la testa calda da tenere tranquilla?

Orsatti: Con i cinque ragazzi nuovi abbiamo tentato di mantenere l’ossatura della squadra, obiettivo, credo, abbastanza centrato. Tra gli elementi nuovi – e cinque non sono pochi – non mi sento di dire se ce ne siano di “rischiosi” per gli equilibri… Dovremo ovviamente vivere l’esperienza di volta in volta e se si presentassero dei problemi, vi faremo fronte e li risolveremo, come facciamo costantemente ogni settimana! Il bello del mestiere di allenatore è che siamo dei problem-solver. Se tutto fosse già pronto e preconfezionato noi non serviremmo neanche più, non avrebbe più senso avere un allenatore! Comunque c’è sicuramente una roccia: il nostro capitano, Tommaso Mason, con le sue indiscusse qualità di trascinatore, che ci darà una mano a gestire il gruppo.

Daldello: Il capitano Tommaso Mason, ovviamente, da vera e propria bandiera di questa società, fa un gran lavoro! Sarà il collante tra vecchio e nuovo! Credo ci sia un giusto equilibrio tra giovani spensierati e pieni di entusiasmo, ed esperti con qualche anno in più ma con le spalle grosse in grado di sorreggere tutti nei momenti chiave. Teste calde?… Forse sì… la mia! A parte gli scherzi, credo sia normalissimo che durante il lungo anno ci siano degli scontri – anche accesi. Ma l’importante è avere chiaro l’obiettivo, così che anche quegli scontri siano utili a raggiungerlo.

·  Per concludere: c’è un messaggio che ti piacerebbe mandare ai tifosi per convincerli ad essere sempre con voi, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e malattia, ecc ecc… alla vigilia di una competizione senz’altro difficile ma entusiasmante come la serie A3?

Daldello: Certo, li invito già da adesso a sostenerci sempre numerosi perché, al di là delle emozioni in campo e della bella pallavolo, a Trebaseleghe c’è sempre un autentico spettacolo con un super intrattenitore come Nico Pegoraro (speaker eccezionale!), musica ad ogni pausa di gioco e mille iniziative sempre divertenti. Il sabato è Silvolley!

Orsatti: I tifosi sono il pezzo forte del nostro sodalizio, e lo dico col cuore in mano perché tutte le persone che sono venute a Trebaseleghe… amici miei, avversari… sono rimasti impressionati dal clima che si respira, un clima di festa, di sportività! Cari tifosi, continuate a credere in noi, a sostenerci – anche se le cose non dovessero andar sempre benissimo – perché la Silvolley ha tutte le carte in regola per ripagare la vostra fiducia! Il sabato è Silvolley!